Montecalvo Irpino - Cultura e Tradizione
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I visitatori dal 30/11/2002  fino ad oggi sono:

 

Ospedale di Santa Caterina

Scritto da Alfonso Caccese
Categoria: Cultura
Pubblicato: 28 Ottobre 2014
Visite: 2233

A distanza di tanto tempo sta per essere recuperato in pieno e riportato al suo antico splendore uno dei monumenti più interessanti insistenti nel borgo storico del nostro paese: Il complesso architettonico di Santa Caterina. Il progetto di restauro portato avanti dal comune e finanziato con in fondi P.O.R. Campania 2007-13 finalmente comincia a dare i suoi frutti. La struttura maestosa, addossata alla cinta murale medioevale sorge su vari livelli fino ad estendersi in Via Longara Fossi dove sono ancora visibili e fruibili locali sovrastati da una superba Torre a forma quadrangolare. Nel passato L' ospedale di Santa Caterina di Montecalvo Irpino, datato alla fine del dodicesimo secolo, era adibito ad ospitare i pellegrini che viaggiavano sulle direttrici della Terra Santa. Abbandonato da anni oggi rivive con nuova luce grazie alla bontà di un minuzioso e scrupoloso recupero degli ambienti ancora integri che ci danno una giusta idea di come era il complesso e come esso era utilizzato.

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Il parco archeologico di Aeclanum

Scritto da Mario Sorrentino
Categoria: Cultura
Pubblicato: 03 Ottobre 2014
Visite: 1945

In quello che oggi è il Passo di Mirabella, sorgeva, in loc. Grotte, l’antica Aeclanum, che essendo stata una delle più importanti città sannite, e ritenuta per un tempo capoluogo degli Irpini , conservò la sua rilevanza anche quando divenne città romana.La sorte della città sannita, già saccheggiata e semidistrutta nell’89 a.C. da Cornelio Silla, durante la Guerra Sociale (91-87 a.C.), fu definitivamente segnata quando il dittatore romano lanciò una operazione sistematica di distruzione e saccheggio del territorio degli Irpini,dopo che quella tribù sannita, che aveva resistito più a lungo al dominio definitivo dei Romani, svolse un ruolo preminente nell’ultimo episodio della Guerra Civile tra sillani e mariani, la battaglia di Porta Collina (I° novembre dell’82 a.C), quando Roma corse il rischio di essere invasa dalle truppe mariane e dai loro alleati. Silla riuscì a sconfiggerli, sia pure con difficoltà, e gli Irpini furono i più numerosi tra i prigionieri che furono fatti trucidare subito dopo per suo ordine nel Campo di Marte.

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Malvizza Giubileo 2000

Scritto da Luigi D'Addona
Categoria: Cultura
Pubblicato: 03 Ottobre 2014
Visite: 25060

PADRE LORENZO MASTROCINQUE, al secolo Nicola, nasce in Foglianise in provincia di Benevento da Michelangelo e Concetta  Possemato  il 17 dicembre 1929. Da piccolo chiede di essere ammesso al Collegio Serafico dei frati minori e, dopo aver frequentato le scuole ginnasiali il 24 dicembre 1944, veste il saio di San Francesco entrando come novizio nel convento della SS.Annunziata di Vitulano. Emette i voti solenni il 25 marzo 1952 e. terminati gli studi teologici in Benevento, diviene sacerdote il 19 marzo 1953. Con il sacerdozio gli si apre il campo dell’apostolato e lentamente scopre di essere un valente oratore, infatti dà la sua adesione a Movimento liturgico Popolare, che lo porta, insieme con altri frati, in svariate parti d’italia per le Settimane liturgiche. Si fa apprezzare per la sua dedizione e la sua parola sciolta ed in particolare per la sua sensibilità verso i giovani, ai quali trasmette la sua vena musicale e la sua passione per lo sport. Contemporaneamente, come è costume tra i frati, segue l’ubbidienza che lo porta ad essere itinerante in molti conventi dove lavora apostolicamente ed esercita anche gli uffici ai quali viene promosso. E frequentemente guardiano ed economo. Non smette mai di essere apostolo itinerante ed è proprio questo lavoro che lo porta alla scoperta dei Suo sogno di costruire un santuario in onore della Madonna nella contrada Malvizza di Montecalvo Irpino, nel cui convento rimane per molti anni. Il sogno nasce nel 1981, si concretizza nel 1982 e finalmente si avvera nell’anno 2000 in concomitanza con il giubileo.

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Gli ultimi abitanti del Trappeto

Scritto da Angelo Siciliano
Categoria: Cultura
Pubblicato: 03 Settembre 2014
Visite: 2234

Il Trappeto perse la sua identità etnica, non tanto per l’emigrazione di molti suoi giovani, ma a causa del terremoto del 1962, che comportò la ricostruzione delle case delle famiglie che vi abitavano, in nuove e lontane aree edificabili indicate dall’amministrazione comunale. Così, quell’abbandono, anche se case, grotte e cantine rimasero agibili per lungo tempo, ha determinato negli anni l’inizio di crolli sparsi di edifici, che fa paventare in tempi non lunghi la sua sparizione come agglomerato urbano. Forse si salveranno i tracciati delle strade e resteranno qui e là cumuli di macerie, “li mmurrécini”, e le grotte, enormi cavità orbitali vuote invase da alberi e sterpaglie. Guardando gli altri paesi, non si capisce se a Montecalvo si sarebbero potute fare scelte diverse. Ariano Irpino, dopo i terremoti, ha sempre dato la priorità al recupero degli edifici storici e poi anche alle case della parte vecchia della città.

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San Felice Martire Patrono di Montecalvo

Scritto da Dott.Antonio Stiscia
Categoria: Cultura
Pubblicato: 31 Agosto 2014
Visite: 2005

Come recita il Martirologio, i Santi Felice e Adautto si ritengono essere stati martirizzati, il 30 Agosto,giorno che il Calendario Ecclesiastico dedica ai due fratelli decapitati, probabilmente nel 303 D.C., sotto l’impero di Diocleziano.( cfr Sagramentario di San Gregorio Magno).San Felice è uno dei martiri più conosciuti e non è un caso che viene rappresentato col suo compagno (fratello) Adautto(aggiunto) in uno dei primissimi affreschi paleocristiani (Cimitero di Comodilla-Roma)  insieme all’Apostolo Pietro. La vicenda del suo martirio è leggibile in ogni manuale e/o enciclopedia,per la straordinarietà dei fatti e per la condizione di presbitero(prete)in un momento in cui la Chiesa Cristiana andava organizzandosi ed  espandendosi nell’Impero. A Lui sono dedicate straordinarie Chiese e altari nelle più importanti città della cristianità e in alcune Cattedrali europee(cattedrale di Santo Stefano a Vienna dove si conserva una sua reliquia).Sebbene si sia spesso parlato,a volte a ragione ,sul novero delle migliaia di reliquie,non tutte autentiche ,ciò non toglie che per il nostro Santo le vicende assumono una connotazione particolare.

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Presidio "Libera" nel nome di Giovan Battista Tedesco

Scritto da Redazione
Categoria: Cultura
Pubblicato: 29 Agosto 2014
Visite: 2137

È intitolato alla memoria di Giovanbattista Tedesco, il carabiniere vittima della sacra corona unita nel l’89, il presidio di “Libera”, inaugurato martedì sera alla presenza del figlio di Tedesco, Alessandro, che ha ringraziato per la scelta del nome del padre. «Dare un nome significa dare un volto a queste persone che ci hanno lasciato; bisogna fondere la memoria con l’impegno e l’impegno con la memoria; l’io deve diventare noi - ha detto Alessandro Tedesco -. Attribuire un nome significa dare quella dignità che viene calpestata col non ricordo. Non dimenticare significa impegnarsi. Con le loro morti, le vittime, hanno cambiato il nostro Paese: a noi l’obbligo perché quelle morti non siano vane».«Ogni volta che nasce un presidio è un momento importante perché il presidio è la bocca, le gambe, le mani, le orecchie, il naso di Libera», ha aggiunto Alessandro Cobianchi, coordinatore regionale di “Libera”. Appena giunto da Roma, il segretario nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati, Maurizio Carbone, ha voluto essere presente ed ha parlato dell’impegno dell’Associazione Magistrati con “Libera” nello svolgere l’educazione alla legalità. «il nostro lavoro da solo non basta: dobbiamo dare un senso di vicinanza delle istituzioni alla gente. Ci impegniamo al di là del nostro lavoro andando nelle scuole, nelle piazze.

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Idea per la nascita di un “Museo degli antichi mestieri”

Scritto da Alfonso Caccese
Categoria: Cultura
Pubblicato: 27 Agosto 2014
Visite: 1999

Il progressivo lento ed inesorabile spopolamento dei nostri paesi e la conseguente fuga in massa verso mete più allettanti ed industrialmente avanzate, l’introduzione di nuove tecnologie e di nuovi modelli di sviluppo hanno fatto sì che l’esistenza e  il tramandarsi  di arte e mestieri secolari, si sia interrotto e, di fatto, sia andato perduto ed eliminato dalla memoria collettiva nell’arco di qualche decennio.Una grave perdita dal punto di vista antropologico ma anche dal punto di vista identitario della nostra storia e cultura. Il progresso non può fermarsi ma la crescita culturale e una nuova generazione può di certo tentare il recupero di quello che è stata la umile condizione di vita dei nostri padri e del nostro paese. Ad alcuni potrebbe sembrare un operazione complessa ma oggi ci sono e sono evidenti, tutte le condizioni necessarie per un progetto nuovo che ne inverta la tendenza. Partendo da queste premesse di ordine generale l’idea  per la creazione di un “Museo degli antichi mestieri”, unita ad altre iniziative di promozione locale, potrebbe rappresentare una svolta ed un cambio di passo per uscire dalle secche in cui è impantano il paese.

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  1. Nota in merito a “Cicatiéddru" di Angelo Siciliano
  2. Il Feudo di Corsano
  3. Presentazione libro: Dall'Irpinia a Cassino
  4. Riconoscimento per Mario Pappano

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