- Scritto da Nico De Vincentiis dal Mattino- Venerdì 4 Marzo 2022
- Categoria: Storia
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Al rione Triggio di Benevento, nei primi anni '80 ancora simbolo dell’emarginazione popolare, il sacerdote don Carlo Lombardi si affannava nel compito evangelico della ricostruzione materiale e spirituale dei suoi fedeli.
Don Carlo guardò in quella direzione proponendo azioni e parole nuove e di riscatto.
Nella notte del 4 marzo 1982 fu sorpreso da tre individui che si erano introdotti nella canonica forse per compiere un furto, o più probabilmente – come riportò la stampa dell’epoca -, per intimidire quel prete che era entrato da missionario nelle loro vite alle quali indicare traiettorie diverse da quelle intraprese. Fu immobilizzato, legato e imbavagliato: i piedi avvolti da un filo di ferro, le mani e la testa strette da pezzi di stoffa e paramenti sacri che lo soffocarono. L’uomo della «primavera del Triggio» (lo avevano soprannominato San Giovanni Bosco) fu sepolto nel suo paese natale, Morcone, e oggi riposa nella chiesa cittadina del Triggio.È considerato tra i testimoni di carità e di civiltà della città di Benevento.
- Scritto da Avellino Today
- Categoria: Storia
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"Speriamo di completare i lavori in un anno"
Avellino Today ha intervistato l'architetto Modestino Picariello: ecco tutte le operazioni di restauro che caratterizzeranno la struttura. La Diocesi di Avellino, presieduta dal vescovo Mons. Arturo Aiello, ha acquisito la Chiesa dei Liguorini, uno dei patrimoni della città lasciato al degrado e all'incuria del tempo e degli uomini ormai da troppi anni. Costruiti nella seconda metà del Settecento sulla collina liguorini in onore di Sant'Alfonso Maria de Liguori, il complesso della chiesa e del convento dei Redentoristi furono gravemente danneggiati dal terremoto del 1980. Dopo la ristrutturazione, la struttura non è stata più riaperta perdendo la sua centralità per la comunità religiosa di San Tommaso e Collina Liguorini. Avellino Today ha intervistato l'architetto Modestino Picariello. (art.19 ottobre 2020 ).
- Scritto da Angelo Siciliano
- Categoria: Storia
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DIATRIBA CON ALFONSO DE CRISTOFARO 2012-2019
A riguardo del mio progetto della Porta della Terra a Montecalvo Irpino Link del post nel gruppo "Il Dialetto Montecalvese: una ricchezza da tramandare":
Da qualche anno a questa parte, sistematicamente, viene pubblicato questo post che, però, presenta delle inesattezze. Credo sia opportuno chiarire la questione una volta per tutte per evitare che le non verità ripetute più volte finiscano per diventare certezze. Non si vince nessun premio se viene fatta chiarezza, ma è giusto precisare come sono andate veramente le cose. Dal 1992, per diversi anni, ho messo mano alla tasca e ho fatto l'impossibile perché istituzioni e cittadinanza prendessero coscienza dell'urgenza di un intervento pubblico per salvare il Trappeto. Mi sono reso conto ben presto che lottavo contro i mulini a vento e qualche anno dopo, come presidente della Pro Loco, ho pensato che fosse utile valorizzare almeno il Centro Storico di Montecalvo. Nel 2012 nacque così l'idea di dare vita ad un progetto di promozione del Borgo antico, attraverso una serie di iniziative, tra cui visite guidate e una tre giorni di manifestazioni turistiche denominate "Tra le antiche mura" (compreso "Per le vie del Borgo" che continua ancora ad essere organizzata).
- Scritto da Mario Aucelli
- Categoria: Storia
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Il Podestà ERCOLE CACCESE
Ci è sembrato doveroso ricordare, in questa ricerca, di Ercole CACCESE, il podestà che, ininterrottamente, dal 1926 fino alla morte, ha amministrato il Comune di Montecalvo Irpino. Per gentile concessione del figlio, dottor Federico Caccese, siamo venuti in possesso delle notizie che di seguito trascriviamo e che, degnamente, ritraggono la figura di questo illustre ed integerrimo nostro concittadino. Ercole Caccese nacque a Montecalvo il 5 agosto 1889. Morì, nel palazzo di proprietà di Corso Vittorio Emanuele, per cause di servizio militare, ancora giovane, a soli 53 anni, il 18 ottobre 1942. Ha avuto, in vita, una brillante carriera militare e pubblica: Il 26 settembre 1912 fu nominato sottotenente. Il successivo 16 novembre fu inviato in Tripolitania e Cirenaica. Il 2 giugno 1915 fu trasferito in zona di guerra. Il seguente 29 luglio fu promosso tenente . Il 12 ottobre 1915 fu dichiarato disperso, per fatto d’arme, sul Monte San Michele (sul Carso, altitudine 275 slm, dove si svolsero le “battaglie dell’Isonzo”, con la presa finale di Gorizia).
- Scritto da Redazione
- Categoria: Storia
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Il sisma del 21 agosto 1962 può essere considerato un episodio apparentemente minore della storia dell'Italia repubblicana. Oscurato negli anni da ben più gravi calamità in termini di perdita di vite umane, questo terremoto è rimasto vivo solo nella memoria di coloro che lo hanno vissuto in prima persona e di chi abita ancora oggi nei luoghi più colpiti. Eppure per i contemporanei si trattò di un evento a dir poco traumatico, che suscitò una grande ondata di solidarietà nei confronti delle popolazioni flagellate dalla calamità. C'è un filo sottile che collega, non solo dal punto di vista geologico, i terremoti del 1930, quello del 1962 e quello del 1980 ed è doveroso riprenderlo se si vuole ricostruire la complessità in cui operano i vari elementi di sviluppo e di arretratezza in Campania ed in parte del Sud Italia.


