Niccolò Cusano e la “dotta ignoranza”
Niccolò Cusano è probabilmente la figura di maggior rilevanza filosofica del XV secolo, la più alta e organica espressione della filosofia e dello scenario culturale dell’Umanesimo rinascimentale europeo. È stato il primo pensatore tedesco di un certo peso: nato a Kues (Cusa in italiano), località nei pressi di Treviri, la città natale di Karl Marx. L’influenza di Niccolò Cusano si è rivelata alquanto significativa nei confronti di alcune correnti filosofiche posteriori ed alcuni pensatori dei secoli successivi (fu lui a recuperare l’idea di “monade”, ripresa in seguito, sia da Giordano Bruno, che da Leibniz), come in altri settori specifici dello scibile umano: si pensi agli studi astronomici, in cui anticipò le grandi scoperte compiute nel XVII secolo da Copernico, Keplero e Galileo Galilei. In particolare, il suo apporto teorico più originale e notevole è stato sul terreno gnoseologico, in cui ha formulato la dottrina della “dotta ignoranza”, un “ossimoro” di tipo terminologico, ma che rivisitava ed argomentava, in chiave metafisica e teologica nuova, il teorema socratico ben noto: “sapere di non sapere”.



ARCIDIOCESI DI BENEVENTO 
Mancano appena pochi giorni all’ evento che ha coinvolto un gruppo di pellegrini montecalvesi.
Anche un irpino tra le cinque persone finite agli arresti domiciliari in un’indagine del Procuratore aggiunto Giovanni Conzo, del sostituto Patrizia Filomena Rosa sulla gestione di alcuni centri migranti del Sannio. Si tratta di Felice Panzone, 58 anni, di Montecalvo Irpino, dipendente della Prefettura di Benevento, per diversi anni in servizio presso la Questura di Avellino prima del passaggio al Palazzo del Governo del capoluogo sannita. Un “sistema criminale” per lucrare sulle assegnazioni pilotate dei migranti e sul sovraffollamento dei centri di accoglienza. Messo in piedi, fra gli altri, da un dipendente della Prefettura di Benevento, da un funzionario del ministero di Giustizia e da un carabiniere. In totale cinque persone sono finite agli arresti domiciliari su decisione del gip della procura campana, mentre altre 36 risultano indagate. Le accuse sono di truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode in pubbliche forniture, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Sviluppi potrebbero esserci nelle prossime settimane, con ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti di diverse persone. Si attendono i riscontri degli interrogatori ai quali saranno sottoposto le prime cinque persone arrestate.
“Nicola Serafino, dipendente collocato in mobilità a seguito del dissesto finanziario del Comune di Montecalvo Irpino, dovrà rientrare in servizio a circa 6 anni di distanza dal suo allontanamento. 