Con la scomparsa di Rosa D’Attoli, per tutti Frascella, vedova Iorillo, si chiude un capitolo fondamentale della nostra storia collettiva. Rosa ci ha lasciati all’età di 93 anni, portando con sé un patrimonio immenso fatto di suoni antichi, canti popolari, gesti rituali e tradizioni vissute con amore e naturalezza. Era l’ultima delle cantatrici della tradizione montecalvese, l’ultima voce autentica di un tempo che oggi rischia di restare solo un ricordo.Dopo di lei sembra davvero non esserci più nulla. Come se con la sua voce, con la sua presenza discreta ma costante, si fosse spento un mondo antico fatto di appartenenza, di memoria condivisa, di identità profonda. Rosa non si limitava a ricordare il passato: lei era quel passato. Lo incarnava, lo custodiva, lo donava agli altri senza mai mettersi al centro, fino all’ultimo respiro. Amava indossare e mostrare con fierezza il costume tipico delle donne montecalvesi. Il costume della Pacchiana non era per lei un semplice abito, ma un simbolo potente: l’espressione visibile di un legame indissolubile con la sua terra, con le donne che l’avevano preceduta, con la storia silenziosa ma fortissima della comunità. Ogni volta che lo indossava, Rosa raccontava chi eravamo, senza bisogno di parole. Convinta e appassionata custode delle tradizioni locali, è stata sempre presente ogni volta che era necessario valorizzare le peculiarità del nostro paese, siano esse culturali, popolari o gastronomiche. Nelle feste religiose e negli eventi popolari ha rappresentato per tutta la vita lo spirito antico dei nostri avi. Era un punto di riferimento imprescindibile: instancabile, sempre disponibile, mai invadente, ma essenziale per chi veniva dopo. Ha seguito con amore il lavoro della Pro Loco, i balli tradizionali e in modo particolare la tarantella, danza che per lei
non era semplice movimento, ma linguaggio, racconto collettivo, memoria in movimento. Rosa conosceva le strofe, le filastrocche – molte delle quali scritte da lei stessa – e soprattutto i canti popolari montecalvesi, conservati nella sua mente come un tesoro da tramandare, custoditi con rispetto e responsabilità. Era una vera raccontatrice, una cantatrice capace di trasformare ogni incontro in un momento di condivisione autentica. Bastava la sua voce per far riaffiorare immagini, emozioni, storie che appartengono a tutti noi. Con le sue parole ha tenuto viva una tradizione che, senza di lei, avrebbe rischiato di andare dispersa. E lo ha fatto fino all’ultimo, senza mai sottrarsi, senza mai stancarsi. La sua presenza si è sentita anche nell’evento più recente vissuto dalla comunità, al Castello Pignatelli, in occasione della presentazione del Pomodotto, prodotto nato dalla fantasia di Nicola Serafino e Angelo Bisconti, lo chef di Campi Salentina che ne ha curato la realizzazione nel suo laboratorio. Anche lì Rosa c’era. Sempre fedele, sempre presente, testimone silenziosa e orgogliosa di ciò che di nuovo nasceva dalla tradizione. Con Rosa non se ne va solo una persona, ma un mondo intero fatto di saperi tramandati a voce, di cultura vissuta e non studiata, di identità custodita con il cuore. Dopo di lei resta un silenzio difficile da colmare, ma anche una grande responsabilità: quella di non disperdere ciò che lei ha difeso e amato con tanta devozione. Rosa D’Attoli resterà per sempre nella memoria collettiva come l’ultima vera custode della tradizione montecalvese. Nei racconti, nei canti che ancora risuonano, nei gesti che sapremo ripetere, la sua voce continuerà a vivere. Ai figli Libera, Antonio e Luciano, e a tutti i suoi cari familiari, associo il mio più sentito e profondo cordoglio.

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