Montecalvo Irpino (17 agosto 2025) - Ieri sera in piazza Vittoria c’è stata un’assemblea pubblica spontanea di cittadini-utenti per parlare dei problemi causati dai disservizi dell’Alto Calore che oramai non è più in grado di garantire la fornitura del servizio idrico. Erano presenti circa 70 persone provenienti da Montecalvo, Zungoli, Grottaminarda, Ariano, Paternopoli e Fontanarosa. Tra gli utenti c’è un sentimento misto tra rabbia, risentimento ed esasperazione. Ormai sono anni che di notte il servizio viene sistematicamente interrotto cagionando gravi problemi a utenti ed attività economiche. Con il mese di agosto, noto per i rientri di numerosi emigranti e l’arrivo di qualche turista, la richiesta di acqua potabile aumenta e la fornitura dell’Alto Calore diminuisce. Negli ultimi giorni in alcune zone del paese, quelle più in alto, l’erogazione del servizio non è proprio ripresa, lasciando senz’acqua per giorni numerosi nuclei famigliari e diverse attività commerciali della ristorazione. In un quadro simile è chiaro che gli animi sono all’esasperazione. Nella riunione sono emerse diverse posizioni. C’è chi chiede con veemenza che qualche istituzione si attivi per il rifacimento delle condotte adduttrici che risalgono agli anni ’40, altri propongono di non pagare le bollette, altri ancora propongono di attivare un conto corrente in una banca intestato all’Alto Calore dove versare le quote delle bollette al quale l’Ente potrà accedere solo nel momento in cui avrà ripristinato integralmente il servizio. Altri hanno proposto di consegnare le bollette ai rispettivi sindaci. E' allo studio la possibilità di incardinare una Class Action nei confronti dell'Ente e di chi ha determinato l'attuale stato di insolvenza. Insomma i cittadini non sono più disposti ad accettare passivamente una situazione che ha del paradossale: una terra ricca di acqua che asseta i suoi abitanti per negligenze di gestione che affondano le radici nel secolo scorso. Cresce anche il risentimento verso un certo modo di fare politica che gestisce a proprio uso e consumo gli enti pubblici che, in definitiva, appartengono solo ed esclusivamente ai cittadini. Intanto l’appuntamento è rifissato per mercoledì 20 agosto a Grottaminarda dove le delegazioni spontanee che si stanno creando nei singoli paesi si sono date appuntamento per potare ulteriori proposte di lotta. Ci si prepara per essere presenti ad Avellino alla prossima riunione dell’Ente. Sicuramente i cittadini non sono disponibili a sostenere aumenti di tariffa per risanare debiti che non si sa da dove vengano. Se un aumento di tariffa potrebbe essere accettato sarà solo per iniziare un effettivo rifacimento delle reti.
Intanto è iniziata l’elaborazione del seguente documento:
ACQUA: COSA STA SUCCEDENDO E COSA CHIEDIAMO
1) Il punto, senza giri di parole
• Chiusure notturne, guasti ripetuti, conguagli e bollette pesanti non sono “sfortuna”: sono l’effetto di reti vecchie e fragili, manutenzione insufficiente e investimenti rimandati per anni.
• L’Alto Calore è in concordato e lavora in affanno; i Comuni, soci dell’azienda, oscillano tra scaricabarile e comunicati; la Regione e l’EIC promettono, ma i cantieri risolutivi non partono.
• I cittadini pagano il conto: meno acqua e tariffe più alte, mentre le perdite di rete restano altissime.
2) Cosa NON accettiamo
• Che la crisi venga raccontata come solo “colpa del clima” o solo “colpa dei cittadini che sprecano”.
• Che si aumentino le tariffe senza un piano cantierabile e verificabile di sostituzione delle condotte.
• Che ogni Comune vada in ordine sparso alimentando una guerra tra territori (chiusure sempre nelle stesse zone).
• Che si usi la campagna elettorale per fare propaganda sull’acqua: servono impegni misurabili, non slogan.
3) Cosa vogliamo SUBITO (entro 30–60 giorni)
1. Stato di emergenza idrica richiesto formalmente da Prefetto, Regione ed EIC con cabina di regia unica e calendario pubblico degli interventi.
2. Trasparenza totale: pubblicazione settimanale (per Comune) di perdite, portate, interruzioni, tempi di riparazione, squadre in campo; streaming delle assemblee EIC/ACS.
3. Piano “pronto soccorso reti”: squadre h24 su adduttrici e punti neri, riduzione pressioni dove utile, autobotti programmate per frazioni in quota, priorità a ospedali, RSA, scuole e attività produttive essenziali.
4. Potenziamento del Centralino attivato dall’ ACS per i Cittadini e garanzie che sia davvero attivo h. 24, per dare risposta alle richieste urgenti, di Utenti esasperati che chiedono chiarimenti in merito a sospensione idrica senza avviso preventivo o per interruzione dovuta a guasti
5. Bollette e tutela utenti: stop agli aumenti fino a quando non si raggiungono obiettivi minimi di servizio (KPI); revisione dei conguagli anomali; sportelli straordinari; nessuna sospensione per morosità incolpevole; estensione del bonus idrico.
6. Cantieri urgenti: avvio “continuazione” (con atti e cronoprogramma pubblici) delle sostituzioni già individuate dai tecnici e dagli atti ufficiali – ad esempio il tratto DN 800 Castelfranci–Villamaina–Gesualdo più volte segnalato dai sindaci – insieme agli altri tratti critici indicati dai tecnici di settore.
4) Cosa serve nei prossimi 12–36 mesi
• Un piano straordinario per rifare le tubazioni, non toppe: sostituzioni per lotti omogenei, distrettualizzazione, misure e telecontrollo seri.
• Fondi veri e tracciabili: Programmazione Coesione 21–27, Fondo Sviluppo e Coesione, misure ARERA sulla qualità tecnica, più un fondo nazionale dedicato. L’Ordine del Giorno approvato all’unanimità alla Camera (firmatari tra gli altri Rotondi, Mollicone, Toni Ricciardi, Lomuti) esiste: va finanziato.
• Garanzie di gestione pubblica: qualunque commissariamento o riassetto non deve aprire scorciatoie a privatizzazioni né scaricare i costi sugli utenti. Se si faranno atti straordinari, pretendiamo: proprietà pubblica delle reti, controllo ARERA/EIC, massima trasparenza e partecipazione civica.
5) Ai sindaci (tutti, senza eccezioni)
• Chi ha votato contro gli aumenti: trasformi quel voto in atti concreti.
o Mozioni in Consiglio comunale con impegni misurabili, richiesta formale di cronoprogrammi, pubblicazione dei dati comunali di perdite e interventi, ufficio segnalazioni perdite con presa in carico entro 24/48h.
o Presenza fisica (non simbolica) ai tavoli EIC/Regione; partecipazione alle mobilitazioni dei cittadini davanti all’EIC e in Prefettura.
• Chi ha votato a favore: spieghi ai cittadini perché e quali benefici concreti arriveranno (con date e cantieri).
• Tutti: unità di intenti per chiedere i fondi e i cantieri; basta comunicati “a freddo”.
6) Alle forze politiche e ai candidati regionali
• Firmate un Patto per l’Acqua in 5 punti:
1. finanziamento dell’ODG parlamentare e dei lotti prioritari;
2. niente aumenti senza KPI raggiunti;
3. zero privatizzazioni delle reti;
4. cabina di regia con Prefettura, EIC, ACS e comitati;
5. open data obbligatori su perdite e lavori.
• Nelle vostre liste e programmi, indicate quali fondi, per quali lotti, in che tempi.
7) Cosa facciamo noi, come cittadini
• Continuiamo la nostra rubrica “La Goccia del Giorno”: ogni giorno un fatto, una foto, una mappa delle chiusure.
• Raccogliamo segnalazioni geolocalizzate di perdite e disservizi (con foto/ora/luogo) e le consegniamo ogni settimana a Prefettura, EIC e ACS.
• Prepariamo esposti collettivi su conguagli anomali e disservizi prolungati.
• Organizziamo presìdi pacifici davanti a EIC e Prefettura nelle date chiave dei tavoli istituzionali.
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Conclusione
Non vogliamo capri espiatori a settimane alterne. Vogliamo acqua nei rubinetti, cantieri veri e conti chiari.
L’acqua è un diritto: la trasparenza è un dovere.
Chi ha responsabilità istituzionali lo dimostri adesso, non dopo le elezioni.
Per adesioni e segnalazioni:
Comitato “Uniamoci per l’Acqua”

I visitatori dal 30/11/2002 fino ad oggi sono:

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